Si scrive Groppo Consulting ed è uno studio di consulenza di maglieria che della sperimentazione fa il suo tratto distintivo e del supporto per l’ideazione, lo sviluppo e la produzione di capi in maglia il focus della propria attività. La partnership con Tollegno 1900, pur essendo attiva da diverse stagioni, ha trovato la sua espressione più alta nel corso di Pitti Filati 93 e 94. “In realtà, però – spiegano Francesca Caverzan e Riccardo Ballarani, co-fondatori di Groppo Consulting– il nostro legame con il brand risale a ben prima. La prima lana usata da Groppo Consulting è stata proprio quell’ Harmony che rappresenta il filato iconico di Tollegno 1900. Eravamo agli inizi della nostra attività ed Harmony ci è sembrato il filato perfetto per cominciare a progettare, grazie anche alle molte varianti colori in stock service. Proporlo ai nostri clienti è stato il passo successivo. Il consolidamento dei rapporti è però avvenuto quando un nostro amico e cliente, Chet Lo, ha cominciato a lavorare proprio con questo prodotto per realizzare i suoi iconici capi spikes”.

Come opera nel concreto Groppo?

Solitamente, iniziamo chiedendo al cliente con cui collaboriamo di condividerci il moodboard della collezione, così da analizzare il contesto progettuale. Dopo una ricerca visiva, procediamo selezionando il filato più adatto non solo al mood, ma anche alla stagione. Il passo successivo collima con la ricerca del punto, vero momento di svolta nella progettazione. Sviluppiamo poi il cartamodello digitale, programmiamo il campione e avviamo la tessitura. In seguito, sottoponiamo il pezzo a trattamenti, lavaggi e rimaglio avvalendoci del contributo di fornitori esterni. Il fitting e la fase di sdifettamento rivestono un’importanza fondamentale nel perfezionare il prototipo, preparandolo così per la produzione che viene gestita in parte internamente e in parte tramite collaborazioni con altri tessitori.

L’intero sviluppo nasce dall’armonia tra tutte le figure attive in Groppo…

Figure che in questo momento sono quattro: Francesca, Riccardo, Matilde e Nico. Francesca e Matilde si dedicano maggiormente al design, Riccardo e Nico si occupano della programmazione e sperimentano con la ricerca punto. Si tratta però di ruoli fluidi perché spesso accade che ci interscambiamo nei compiti così da rendere tutto più dinamico e far crescere in ognuno la consapevolezza delle varie fasi del processo.

Quali i punti di forza del vostro operare?

La maglieria rappresenta l’incontro tra poesia, innovazione e tecnica. Il “work in progress” per noi non è solo una fase intermedia, ma un’esperienza che arricchisce il design stesso. Avendo le macchine in studio, questa fase diventa parte integrante del nostro design perché ci permette di sperimentare di più con i filati e la ricerca punto.

Perché il vanisè gioca un ruolo fondamentale nel vostro lavoro?

Perché la serigrafia è stata la nostra prima ossessione. Questa tecnica ci consente di creare progetti dal forte impatto grafico, senza le restrizioni tipiche dello jacquard e rendendo meno clean l’estetica.

Nel nome della sperimentazione quali traguardi vi prefiggete?

Il primo obiettivo è quello di espandere il nostro team in modo stabile. Riconosciamo l’entusiasmo in tanti ragazzi e ragazze nel prendere parte al design in modo pratico e sperimentale, e vogliamo offrire opportunità per valorizzare questa passione. Ampliare il nostro gruppo, inoltre, non solo ci consentirà di affrontare nuovi progetti e accogliere nuove sfide, ma anche di guardare alle cose da prospettive diverse.

 

Credits

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