04/05/2026
Filati, T Talk
Dagli studi tecnici alla formazione “estetico-creativa” da autodidatta: storia di una passione concretizzatasi in un brand

Alberto Figari è un designer “atipico” – come lui stesso si definisce – per i passi che hanno scandito il suo percorso. I suoi studi in ambito meccatronico, che gli hanno fornito competenze tecniche, analitiche e orientate alla progettazione, si sono infatti integrati con la forte passione per il mondo della moda che ha portato il designer piacentino a formarsi autonomamente e costantemente, approfondendo materie legate a design, materiali, ricerca estetica e cultura del prodotto. Una strada in salita ma entusiasmante in cui un ruolo di primo piano lo ha giocato la madre. “A lei devo molto – racconta Alberto – perché sin da quando ero piccolo mi ha trasmesso l’importanza di prestare attenzione ai materiali e all’acquisto dei prodotti, tematiche che al tempo non erano così comuni”.

La passione per la maglieria nasce sempre da una contaminazione materna?

In realtà questo amore è nato quasi per caso, come una folgorazione. Più o meno sette anni fa sono entrato per la prima volta nella maglieria che ancora oggi è il mio di riferimento, e sono rimasto colpito dalla potenzialità che il prodotto a maglia poteva avere. I filati permettono infatti di giocare con infinite combinazioni di materiali e punti differenti.

Da quel momento è partito il tuo progetto Without Stupid Label?

In realtà il progetto nasce nel 2017 come pagina di moda su Instagram a nome @anotherstupidesigner. In quello spazio parlavo di curiosità legate ai brand più conosciuti e per farlo mi sono impegnato molto nell’osservarne da vicino dinamiche, punti di forza e limiti, sviluppando uno sguardo critico sul settore.

Il cambio di marcia arriva durante la pandemia…

Possiamo anche dire di si. Con l’arrivo del Covid ho notato che sempre più persone cercavano una tipologia di prodotto che ai tempi non era ancora molto diffusa: quella dei capi minimal di alta qualità. Ho quindi iniziato a orientare sempre più i contenuti attorno a questo concetto. Con il tempo mi sono reso conto che il pubblico mostrava sempre maggiore interesse verso ciò che comunicavo riguardo al mio progetto e alla mia visione, più che verso le analisi delle altre realtà di cui avevo sempre parlato. In quel momento ho capito che poteva esserci lo spazio per trasformare quell’idea in qualcosa di concreto e utile per le persone.

Da dove nasce la tua ispirazione?

Ho sempre guardato con attenzione ai grandi brand italiani di lusso, realtà che partendo da zero sono riuscite a costruire progetti straordinari e a rendere il Made in Italy riconosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Proprio seguendo il loro esempio, ho cercato di creare quello che io stesso desideravo indossare: capi senza tempo, essenziali e facilmente abbinabili. Essendo il primo a scegliere e utilizzare quotidianamente questo tipo di abbigliamento, nel tempo ho imparato a comprenderne il valore e i benefici che può offrire nella quotidianità.

Quali sono i cardini del tuo brand?

Il rapporto qualità/prezzo è sempre stato uno degli elementi baricentrici del brand. L’obiettivo è portare la qualità tipica dei prodotti di lusso a un prezzo più accessibile, attraverso una struttura organizzativa pensata per contenere al massimo i costi così da poter concentrare gli investimenti sul prodotto.
Anche la scelta di proporre capi minimal e senza tempo contribuisce a questa visione: il cliente sa che un capo acquistato da noi rimarrà attuale per anni. Non si tratta di prodotti legati a trend momentanei, ma di capi pensati per accompagnare la persona nel tempo, senza la necessità di sostituirli continuamente per rimanere al passo con le mode.

In quest’ultima stagione il brand ha “incontrato” Tollegno 1900…

E’ vero! In quest’ultima stagione abbiamo lavorato su tre lanci che vedevano come protagonista Harmony 4.0 di Tollegno 1900. Ciò che mi ha spinto ad investirci è stata la sempre maggiore richiesta di prodotti di alta qualità, molto funzionali perché richiedono non troppe attenzioni nella cura. La risposta è arrivata da Harmony 4.0!

Quale la tua valutazione di questo filato?

Credo che l’interesse verso questo genere di filati di alta qualità sia in ascesa: più le persone verranno a conoscenza della loro esistenza e più non riusciranno a farne a meno. Non posso che ringraziare la titolare della mia maglieria, che utilizza da sempre i filati Tollegno 1900, per avermelo fatto conoscere.

Traguardiamo il futuro: facciamo un bilancio di come sta proseguendo il tuo progetto?

Posso dirmi soddisfatto, ma sono consapevole che ci sia molta strada da fare nonostante il mio brand stia registrando una crescita positiva negli ultimi mesi. L’obiettivo per il futuro è quello di migliorare ulteriormente la qualità e la vestibilità dei capi, curando ogni singolo dettaglio. Sono convinto che il prodotto faccia l’80% della differenza e del lavoro: una volta raggiunto questo obiettivo, il resto arriverà in modo naturale nel tempo.

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