Valorizzare la lana autoctona alpina e costruire nuove filiere sostenibili attorno a questa risorsa: questo l’obiettivo cardine del progetto europeo Interreg Alpine Space Woolshed, che ha messo in relazione università, enti territoriali, centri di ricerca, allevatori e imprese. Ad essere coinvolta anche Tollegno 1900. “Ci siamo rivolvi a Tollegno 1900 perché all’interno di questo progetto, per delle attività di ricerca nella maglieria, cercavamo un interlocutore capace non solo di comprendere le caratteristiche delle lane autoctone, ma anche in grado di aiutarci ad abbinare a questi materiali rustici filati innovativi, morbidi e dal forte impatto visivo”, spiega Edoardo Brunello, designer e assegnista di ricerca presso l’Università Iuav di Venezia, docente del Laboratorio di Design della Moda 2 al secondo anno del Corso di laurea triennale in Design della moda e arti multimediale e coinvolto direttamente nel progetto che ha come referente scientifico il Professor Gabriele Monti.
Quali le premesse da cui siete partiti nell’elaborare il progetto Interreg Alpine Space Woolshed in cui è direttamente coinvolto?
Tutto nasce da una riflessione frutto di una domanda semplice: come possiamo restituire valore a una materia prima locale spesso considerata marginale? Il progetto Woolshed nasce proprio per affrontare questa sfida, promuovendo nuove connessioni tra allevamento, trasformazione tessile e design. Nel nostro caso abbiamo scelto di lavorare con le lane autoctone della pecora Brogna e della pecora Alpagota, due risorse strettamente legate ai territori alpini veneti e portatrici di una forte identità culturale e ambientale ma attualmente utilizzate solo marginalmente nel settore moda.
L’obiettivo del progetto andava oltre la realizzazione di un mero prodotto…
Esattamente. L’intento che ci siamo proposti, oltre al prodotto in sé, era quello di sperimentare nuove possibilità progettuali. Per questo abbiamo messo in dialogo materiali locali, competenze industriali e strumenti contemporanei come la progettazione e la produzione di maglieria digitale.
Come è nato il progetto?
Il progetto ha preso forma durante una Design Marathon, un laboratorio intensivo di progettazione collaborativa promosso da Woolshed che riunisce designer, ricercatori, tecnici, aziende e stakeholder territoriali attorno a una specifica sfida progettuale. Le Design Marathon non sono semplici workshop, ma veri e propri dispositivi di ricerca e sperimentazione in cui competenze diverse vengono messe in relazione per generare nuovi scenari e prototipi.
Concretamente come è stato sviluppato?
Una selezione di studentesse e studenti del corso di laurea triennale in Design della moda e arti multimediali dell’Università Iuav di Venezia, guidati da Riccardo Ballarani dello studio Groppo, hanno sviluppato una serie di campionature e prototipi di maglieria digitale combinando le lane Brogna e Alpagota con filati fantasia e colorati forniti da Tollegno 1900. Uno degli aspetti più interessanti del lavoro è stato il dialogo tra i colori naturali delle lane autoctone, che spaziano dai toni del bianco latte, del beige e del grigio naturale, e la sofisticata ricerca cromatica di Tollegno 1900. I filati dell’azienda hanno permesso di introdurre accenti cromatici contemporanei che valorizzano le qualità visive delle lane alpine senza nasconderne l’origine.
Allo stesso tempo il confronto tra materiali differenti ha permesso di mettere in evidenza anche le qualità tattili delle fibre: la consistenza più rustica e autentica delle lane autoctone si è combinata con la morbidezza e la piacevolezza al tatto dei filati Tollegno 1900, generando superfici tessili ricche, equilibrate e innovative.
Quali i prossimi passi?
Nel breve periodo vogliamo approfondire la sperimentazione tecnica e progettuale avviata durante la Design Marathon, sviluppando ulteriormente i prototipi realizzati e verificandone le potenzialità applicative.
E traguardando un futuro più lontano?
Nel medio periodo l’obiettivo è contribuire alla costruzione di nuove catene di valore per la lana autoctona alpina, dimostrando che queste fibre possono trovare spazio all’interno di produzioni contemporanee di qualità. Ci interessa inoltre continuare a creare connessioni tra mondo della ricerca, imprese, allevatori e progettisti, affinché le conoscenze presenti nei territori possano trasformarsi in opportunità concrete di sviluppo.
Perché avete pensato di coinvolgere anche Tollegno 1900 in questa progettualità?
Tollegno 1900 rappresenta un esempio eccellente di come tradizione manifatturiera e innovazione possano convivere. Oltre alla qualità tecnica dei filati, ci ha interessato in particolare la capacità dell’azienda di lavorare sul colore, sulla mano e sulla costruzione di filati dalla forte personalità estetica. Ma non solo. Il coinvolgimento di Tollegno ha permesso di creare un dialogo virtuoso tra due mondi apparentemente distanti: da un lato le lane autoctone alpine, portatrici di valori territoriali, ambientali e culturali; dall’altro una realtà industriale capace di trasformare la materia in prodotti sofisticati e contemporanei. L’incontro tra questi elementi ha generato risultati che nessuno dei due materiali avrebbe potuto raggiungere da solo.
Ci sono upgrade del progetto a cui state lavorando?
Stiamo lavorando per ampliare le applicazioni della lana autoctona alpina nell’ambito non solo del progetto di design della moda, ma anche, assieme a Serienumerica di Torino, nella progettazione di elementi di arredo di interni. Parallelamente stiamo riflettendo su come rendere maggiormente visibile la storia dei materiali e delle persone coinvolte nella filiera, valorizzando aspetti come la tracciabilità, la sostenibilità e il legame con il territorio. Uno degli obiettivi di Woolshed è infatti non solo produrre nuovi oggetti, ma contribuire alla costruzione di nuovi immaginari attorno alla lana alpina, mostrando come una risorsa spesso percepita come marginale possa diventare motore di innovazione culturale, sociale ed economica.