L’azienda ottiene l’importante riconoscimento che, parte di un mosaico più strutturato, la proietta nel futuro. Prossimi passi? Ottenere altre certificazioni di processo come la ISO 14001 e la ISO 45001

Obiettivo raggiunto per Filatura di Tollegno che ottiene la certificazione ISO 9001:2015 confermando così la sua costante volontà al miglioramento dei processi oltre che della qualità del prodotto e del servizio. Un risultato che è frutto di un percorso che ha imposto all’azienda di ragionare su tutti i suoi processi principali, sui rischi che ne potrebbero derivare, sulle relative misure di mitigazione e sulla misurazione oggettiva degli indicatori di prestazione, nella consapevolezza che “ogni azione, che sia preventiva o risolutiva, deve porsi come obiettivo il miglioramento continuo: dichiarare gli obiettivi di ogni processo diventa dunque fondamentale per il suo monitoraggio”. A dichiararlo è Fabio Quaregna, Compliance Manager di Filatura Tollegno, che ricorda anche: “Un altro importante aspetto legato a questa certificazione, che come tutte le norme ISO non è obbligatoria ma volontaria, riguarda il coinvolgimento di tutte le parti interessate, sia interne che esterne all’azienda. Se le risorse “inside” vengono ingaggiate per il loro specifico operato, i collaboratori “outside” vengono invece qualificati secondo criteri e requisiti specifici condivisi con la direzione. Ulteriore aspetto non secondario perché tra i punti salienti della ISO 9001:2015 riguarda la diffusione della leadership: ciascun dipendente deve essere leader della sua parte di processo, vivendo così da protagonista la responsabilità della sfida e degli obiettivi aziendali”.

Fabio, da dove è nata la necessità di Filatura Tollegno d’ottenere il riconoscimento ISO 9001:2015?

Essere certificati è uno degli obiettivi che ci ha dato la nostra casa madre, Indorama Ventures: tutte le aziende che fanno parte del Gruppo devono infatti soddisfare alcuni standard certificati da enti di terza parte. La certificazione ISO 9001:2015 è uno dei target richiesti per diverse motivazioni, non da ultimo la ricaduta positiva che potersene fregiare ha sul mercato. E’ un dato oggettivo che i clienti, in fase di stipula di un accordo commerciale, privilegino i partner certificati non solamente per i prodotti come ad esempio RWS, GOTS, Nativa, OEKO TEX, ma anche per gli standard di processo.

La certificazione ISO 9001 ha un impatto rilevante anche sul fattore qualità…

E’ indubbio. Non a caso lo standard ISO 9001:2015 è comunemente conosciuto come “certificazione sulla qualità dei processi” dell’azienda che decide di adottarlo. Qualità che, considerata come obiettivo e fine ultimo, deve essere raggiunta e riconosciuta in modo oggettivo e misurato da chiunque, in primis dal mercato di riferimento.

In soldoni, quali i benefit di poter contare su questa certificazione?

L’adozione dello standard internazionale ISO 9001:2015 consente alle organizzazioni di dare evidenza al mondo di saper adottare un metodo vincente per la conduzione di tutti i processi aziendali che hanno come focus principale il cliente e la sua soddisfazione.

Nel raggiungimento di questo obiettivo, avete riscontrato delle criticità?

Tra le difficoltà maggiori riscontrate nel percorso va sicuramente menzionata la resistenza al cambiamento, soprattutto in termini di approccio e visione.  Per bypassarla In primis abbiamo coinvolto in riunioni mirate i vari responsabili di area e processo e, parallelamente, abbiamo mappato il flow chart del macro processo Filatura di Tollegno insieme ai process owner. In seconda battuta siamo entrati nello specifico delle singole aree compilando per ognuna una scheda di processo articolata in 8 punti chiave: input e output di processo, indicatore di prestazione e sua accettazione, ciclicità della verifica, rischi legati al processo, misure preventive e correttive.

In questo percorso, ritieni che anche la formazione abbia avuto un ruolo chiave?

Coinvolgere in sessioni formative ed educative tutti i colleghi per evidenziare quale fosse la strada da percorrere e l’obiettivo da raggiungere è stato determinante. Basti pensare che nell’ultimo anno abbiamo erogato più di 300 ore di formazione che, sommate, agli incontri strategici con i diversi uffici è indice evidente di quanto ritenessimo il fattore training basilare per il successo del progetto.

Raggiungere questo traguardo cosa ha rappresentato per l’azienda?

Aver ottenuto questa certificazione ha rappresentato la conclusione di un percorso che ha previsto un’analisi attenta del contesto, la definizione dei macro processi, degli obiettivi di processo e degli indicatori misurabili che ne monitorino l’andamento. Bisogna ricordare che questa certificazione di standard ISO, come alcune altre, segue quello che è definito il ciclo di Deming ovvero il ciclo del PLAN – DO – CHECK – ACT: pianificazione, realizzazione di quanto pianificato, verifica che quanto realizzato sia allineato ai desiderata, standardizzazione del processo. Ne consegue che questo percorso è un continuum: i vari processi dovranno infatti essere continuamente rimessi in discussione così da migliorarli – e migliorarsi – costantemente.

Nel nome del miglioramento continuo, quali i prossimi step?

Questo progetto ci consentirà non solo di acquisire valore agli occhi dei competitor e del mercato, ma anche di dare vita ad un vero e proprio sistema di gestione che, per “funzionare”, deve poter contare sull’apporto di tutti. E’ importante sottolineare che questa certificazione rappresenta solo un tassello di un mosaico molto più ampio, complesso e sfidate per noi tutti. Nell’arco di pochi anni bisognerà infatti raggiungere altre certificazioni di processo come la ISO 14001 e la ISO 45001 rispettivamente con focus su aspetti ambientali e su sicurezza e salute dei lavoratori e dei luoghi di lavoro…

La strada è tracciata…

…così come il mantra che scandisce il mio operare e che sto cercando di trasmettere: “scrivi quello che fai, fai quello che hai scritto, lascia traccia: Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco”

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