06/05/2022
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Agente “storico” di Tollegno 1900, il bolognese doc con la passione per i rally racconta la sua esperienza in azienda e tratteggia una prospettiva per il futuro

Bolognese di nascita e di cuore, Pietro Mirri deve il suo ingresso in Tollegno 1900 alla sua passione – i rally – e ad un amico, già collaboratore dell’azienda. Dopo un’esperienza di lungo corso nel settore del legno, Pietro si vota così al mondo dei filati siglando un colpo di fulmine che, nel 2022, festeggia i 37 anni di vita.

Tutto nasce per merito della sua passione per le corse in auto…

E per la proposta di un amico Paolo Mazzanti che, oltre ad essere il mio navigatore nei rally, era agente della Tollegno 1900 dall’età della pietra. Nel 1985 mi chiese se volevo lavorare con lui cambiando così quello che sino a quel momento era stato il settore in cui operavo: a quel tempo lavoravo come agente per una commerciale che si occupava della vendita di legno. Se l’ambito è mutato, a rimanere invariato è stato invece il mio modo di approccio all’attività: avere con il cliente un rapporto più che amichevole, grazie al quale lavorare diventa un piacere più che un dovere!

Dal legno ai filati, un cambio radicale anche se di materiali “naturali” sempre si parla. Da allora sono trascorsi 37 anni durante i quali hai potuto assistere all’evoluzione dell’azienda.  Rispetto alla tua esperienza come è cambiata Tollegno 1900 dal tuo ingresso ad oggi?

L’evoluzione del mercato e la capacità di rimanere al passo con le richieste e i bisogni della clientela hanno permesso a Tollegno 1900 di crescere su più fronti, trasformandola da solida realtà locale ad azienda dal respiro internazionale capace di imporsi, in maniera importante, anche sui mercati esteri. In termini di crescita, non trascurabili sono anche gli investimenti fatti in materia di sostenibilità che si leggono in diverse direzioni: dalle certificazioni all’uso di macchinari Green Label, da lavorazioni che non usano sostanze nocive così da garantire un ambiente e una condizione di benessere a chi lavora in struttura sino all’impiego di energie rinnovabili.

Quali sono i punti di forza del marchio che lo distingue rispetto ad altri?

Indubbiamente la sua storicità ha un peso rilevante. Pensiamo, ad esempio, a Lana Gatto, brand che fa capo a Tollegno 1900: molti clienti identificano il prodotto proprio partendo dal marchio, conosciuto e ricordato anche dai più giovani grazie al logo presente sui gomitoli nelle mani delle madri e delle nonne. Un fenomeno da non sottovalutare, ma da cavalcare con consapevolezza. Non stupisce dunque che la richiesta di avere dei cartellini o pendagli con l’immagine del “Gatto” sia sempre rilevante.

Con la pandemia il mercato è cambiato: cosa chiede oggi il compratore?

La pandemia ha cambiato parzialmente il mercato. I nostri clienti sono sempre più attenti e anche un pò timorosi nello sbilanciarsi in acquisti che non diano loro certezze di vendita. Se prima del 2020 erano disponibili anche a “fare magazzino” ora non lo sono più: troppe problematiche e insicurezze non depongono a favore degli investimenti, piccoli o grandi che siano. Oggi si lavora molto sul “last minute” ed è quindi determinante poter contare su uno stock service di valore che permetta di fare fronte a vendite non previste dell’ultimo minuto. Un discorso quest’ultimo che riguarda soprattutto il cliente di piccole-medie dimensioni: le grandi firme riescono usualmente a programmarsi in modo più strutturato.

La pandemia ha pressoché azzerato le fiere promuovendo nuovi modi di presentare i prodotti. Credi che le nei prossimi anni siano destinate a scomparire o rimangono importanti per il settore?

Il fatto che la pandemia abbia azzerato le fiere è un dato di fatto. Sebbene si sia riusciti comunque a sopravvivere anche senza o con una versione ridotta, è indubbio che rappresentino un appuntamento importante soprattutto per i clienti esteri. A mio parere più per gli stranieri che per gli italiani. Nel nostro piccolo noi agenti di Marche e Abruzzo siamo comunque riusciti nel 2020, in piena pandemia e con l’annullamento di Pitti Filati, a non mancare alla manifestazione “Speciale Filati” che, interamente da noi organizzata e già giunta alla 54esima edizione, ha potuto contare su una incredibile partecipazione di clienti.

Un tuo personale bilancio del 2021 in termini di vendite e una previsione per il 2022?

Il 2021 ha segnato oggettivamente la ripartenza e la ripresa dopo un 2020 decisamente complesso. Lo scorso anno ci siamo assestati, in termini numerici, a fianco del 2019. Prospettive? Essendo un inguaribile ottimista ipotizzo per il 2022 un ripetersi dei buoni risultati del 2021, sempre però che non vi siano problematiche di approvvigionamenti.

 

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