04/12/2023
Filati, Stile e Tendenze
Quattro chiacchiere con Claudia D’Angelo, Responsabile dell’Archivio di Textile Design e dell’hub Punto Sostenibilità della Fondazione Fashion Research Italy

Si scrive FFRI ma si legge Fondazione Fashion Research Italy, la realtà nata nel 2015 con le idee molto chiare: essere terreno di incontro e spazio di condivisione tra imprenditori, professionisti e giovani talenti parte della filiera della moda, con l’obiettivo di innescare un circolo virtuoso a sostegno del comparto. Frutto della passione e dell’impegno del Cav. Alberto Masotti, F.FRI si spinge anche oltre, fornendo consulenze e percorsi di formazione mirati su temi come heritage, sostenibilità e innovazione digitale, volti a tutelare e promuovere la cultura d’impresa Italiana. Suo cuore pulsante è l’archivio di textile design, costituito da oltre 30.000 disegni tessili che, realizzati a mano su carta e tessuto tra la fine degli anni ‘70 e il 2013, erano destinati alle collezioni delle più grandi case di moda ambasciatrici del Made in Italy. “Ad avvicinarci alla Fondazione Fashion Research Italy sono non solo il valore che riconosciamo all’heritage, espressa dai nostri reciproci Archivi, ma anche la volontà di contribuire a promuovere l’eccellenza stilistica italiana che del “Made in Italy” ha fatto ben di più di un marchio”, spiegano da Tollegno 1900. Analoga visione quella di Claudia D’Angelo – Responsabile Archivio e Punto Sostenibilità della Fondazione. “Il nome e la fama di Tollegno 1900, grazie alla conoscenza indiretta del suo archivio storico, mi hanno raggiunta ben prima di iniziare il progetto Punto Sostenibilità. Occupandomi di fashion heritage, avevo già “mappato” idealmente le realtà storiche italiane attente alla conservazione e alla valorizzazione del loro patrimonio Tollegno 1900 è tra queste. Ne ho poi appreso meglio i contorni durante le lezioni di “Archivi della moda”, il corso di Fondazione FRI dedicato proprio a questi argomenti, che, dal 2017, mira a formare i professionisti incaricati di gestire gli archivi di settore. Non da ultimo, nel corso delle lezioni, durante le quali si alternano professionisti, consulenti e aziende specializzate nel trattamento archivistico del tessile e moda, l’archivio storico di Tollegno 1900 viene spesso menzionato per ricchezza e profondità. Una citazione che è messa in relazione anche con le campagne di restauro dei suoi libri campionario a cura del team di conservatori de La Venaria Reale”. L’affinità tra le due realtà si legge però anche nella comune sensibilità nei confronti del fattore “sostenibilità”. “Quando nel 2020 – conferma D’Angelo – la Fondazione ha deciso di investire su questo asset col fine di supportare le imprese nei loro percorsi di avvicinamento alla svolta green, ho avuto modo di approfondire quanto Tollegno 1900 stesse già facendo in questa direzione, scoprendo un catalogo sorprendente”.

Proprio nel nome della sostenibilità è nato il vostro progetto Punto Sostenibilità: di cosa si tratta?

Negli ultimi anni abbiamo pensato a come poter proseguire la nostra mission di sostegno alle piccole e medie imprese del settore moda. Ci siamo convinti del bisogno di un progetto che rispondesse alle loro rinnovate pressanti necessità, tra cui primario era l’avvicinamento ad una pratica della moda più sostenibile. Abbiamo così creato l’hub Punto Sostenibilità, progetto che si basa sulla creazione di un archivio di materiali tessili con caratteristiche green, pensato per accontentare anche designer, creativi, confezionisti e brand. Tutti questi prodotti, riuniti in un unico luogo fisico e digitale, hanno il merito di offrire una panoramica “eco” di quanto presente sul mercato ed impiegabile per la realizzazione di nuove collezioni.

Come avete proceduto concretamente nella realizzazione dell’archivio?

Per rendere immediatamente utile questo servizio, abbiamo selezionato solo materiali già pronti per la confezione industrializzata, grazie alla collaborazione delle principali e più impegnate aziende tessili italiane, che hanno sin da subito aderito con grande entusiasmo. Tra queste anche Tollegno 1900, che ci ha sostenuto inviandoci alcuni dei suoi prodotti più innovativi come, ad esempio, lane vergini certificate per la tutela dei diritti degli animali (RWS) e in possesso della certificazione Nativa, che premia le imprese impegnate a generare un impatto positivo per l’ambiente e la comunità o, ancora, rispettose degli standard Oeko Tex. Oggi abbiamo raccolto più di 2500 pezzi, tra tessili, accessori e packaging provenienti da circa 120 grandi e medie aziende distribuite nei grandi distretti tessili italiani del centro-nord.

Come viene presentato tutto questo materiale?

Il posseduto, in costante evoluzione, è stato digitalizzato, catalogato e corredato di tutte le informazioni merceologiche, caratteristiche di sostenibilità e certificazioni in chiaro, così da poter essere consultato in presenza e da remoto da quanti sono in cerca di una visione complessiva. Pensiamo che la costruzione di un archivio di questa natura possa costituire un contributo importante per sostenere gli enormi sforzi che le imprese dovranno affrontare nei prossimi anni per adeguarsi alla strategia per il tessile Europea, che prevede una progettazione consapevole già a monte, a partire dai materiali. Anche per questa ragione, ci impegniamo nel corso dell’anno in eventi e talk per approfondire questi temi e aggiornare i professionisti del nostro network.

Punto Sostenibilità rientra in un progetto più strutturato: il vostro Archivio. Cosa custodisce questo spazio che dell’heritage ha fatto il suo centro?

L’archivio è stato acquisito nel 2016 da una grossa converter milanese in attività dal 1978 al 2013, che si è occupata della decorazione dei tessuti per le più grandi firme del panorama internazionale di quel periodo, dando vita a un archivio corrente di materiali fatti a mano di altissima qualità con una consistenza pari a circa 30.000 pezzi, su carta e su tessuto. A corollario si aggiungono anche documenti e repertori di straordinario valore che lo rendono un’eccezione nel panorama italiano custodendo da libri campionario e cartelle colore, da varianti e carte prova sino a quaderni di incisione e manufatti che raccontano in maniera puntuale il percorso di vita dei tanti disegni moderni e dei materiali antichi che datano dalla metà dell’800 agli anni ‘30 del ‘900.

A trovare spazio sono dei veri capolavori d’arte tessile che riflettono infinite influenze…

È indubbio che qui convivano contaminazioni inattese, che parlano la lingua dei kikoy africani, dei sari indiani del Rajasthan, ma anche dei disegni del Kashmir, degli ikat cinesi, dei kasuri e kimono giapponesi. A trovare spazio sono inoltre esempi ispirati alle tinture shibori, ai tinti in filo indonesiani o ai tessuti ricamati afgani e uzbeki, oltre ad alcuni parei realizzati con la tecnica batik di Bali. Un tripudio di culture visuali che, insieme a quella occidentale, hanno di volta in volta influenzato la mano dei più rinomati textile designer italiani e stranieri. A completare questo archivio di impresa è inoltre una library di 5000 volumi, ricca di opere fuori catalogo o rare, che raccontano per immagini la storia del tessile e della cultura visuale del mondo.

Un patrimonio creativo d’immenso valore artistico, culturale e progettuale che si pone un chiaro obiettivo…

La Fondazione ha catalogato e digitalizzato tutto questo materiale per renderlo nuovamente disponibile alla consultazione da parte dei professionisti del settore e delle nuove generazioni. Si tratta di un unicum nel panorama degli archivi aperti al pubblico, perché funge da ispirazione per i brand del lusso come per i giovani studenti di moda, architettura, illustrazione e design: questo lo rende un luogo ideale per affinare idee e progettualità. Abbiamo lavorato trasversalmente con brand e creativi, sviluppando insieme collaborazioni che spaziano dal fashion all’interior design, anche a livello internazionale. Nel corso del 2023, ad esempio, abbiamo realizzato F.FRI Design Attitude in collaborazione con YAC e con una serie di studi di architettura quali Michele De Lucchi AMDL Circle, UNS studio, Francesco Paszkowski Studio e realtà quali Polimoda e Baglietto, che hanno visto i disegni dell’archivio prendere nuova vita come rivestimenti d’interni e collezioni moda.

Non resta che venirvi a trovare, chi può visitarvi?

La consultazione dell’archivio avviene sempre su prenotazione ed è rivolta ad aziende e professionisti del settore desiderosi di trovare fonti di ispirazione sorprendenti ed estremamente variegate, ma soprattutto consapevoli di attingere ad un patrimonio che attende di essere reinventato con rispetto e spirito innovativo. Ma la Fondazione apre periodicamente le sue porte anche a studenti di moda e semplici curiosi, in occasione di corsi di formazione, workshop, mostre e seminari. Chi volesse prendervi parte non deve far altro che iscriversi alla nostra newsletter per essere informato in anteprima su ogni appuntamento firmato FFRI.

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