25/03/2021
Filati, Stile e Tendenze, T Talk
The Woolmark Company,
Birgit Gahlen, R&D Manager Europe e responsabile settore educational e formazione di The Woolmark Company, ci porta alla scoperta di un filato che chiude in sé un mondo.

Ci sono sodalizi che non conoscono lo scorrere del tempo, resi forti dalle visioni comuni e dalle stesse passioni. Con The Woolmark Company – autoritĂ  globale della lana Merino e compagnia no-profit che investe in ricerca, sviluppo e marketing a livello mondiale lungo tutta la filiera della lana australiana per conto di piĂą di 60.000 allevatori di pecore Merino – è proprio così. Ad unirci da oltre 20 anni è l’amore per la lana che ci ha portato a disegnare percorsi comuni e a sviluppare progetti nel segno della formazione (The Wool Lab) e della moda (“Wool on the go Tailored Knit” capsule collection nata dalla collaborazione tra The Woolmark Company, Shima Seiki Italia e Tollegno 1900). Un matrimonio duraturo proprio come la lana, che di doti però ne ha molte altre.  Lo sa bene Birgit Gahlen (R&D Manager Europe e responsabile settore educational e formazione di The Woolmark Company) che non perde mai il filo quando si tratta di parlarne.

Dici lana e pensi ad un caldo maglione magari tricot con cui vestire l’inverno. Ma questo filato in realtà si presta a mille utilizzi diversi: cosa lo rende così eccezionale?

La lana Merino è unica per le sue infinite proprietà, per i benefici che genera al contatto con la pelle e per la sua struttura, così complessa da non essere imitabile. I produttori di fibre sintetiche ci hanno provato in tutti i modi senza però risultati adeguati, perché la lana compenetra in sé diverse anime essendo contemporaneamente fibra naturale e tecnica, avvolgente e performante.  I suoi plus sono però anche altri: biodegradabile, rinnovabile, termoregolatrice perché mantiene caldi in inverno e freschi in estate, idrorepellente, non ha odore, protegge dai raggi UV, è ignifuga e si può mischiare con tutte le altre fibre.

Un unico filato che racchiude in sé le virtù di mille…

La lana ha così tante caratteristiche di valore e qualità che ci vorrebbero ore per elencarle tutte. A renderla eccezionale ad esempio sono anche la facilità con cui si cura e la sua durevolezza nel tempo, poiché i capi in lana necessitano di essere lavati meno spesso rispetto a quelli di altre fibre. La sua versatilità, inoltre, ci permette non solo di lavorare con tutta la filiera a 360°, ma anche si spaziare nei settori più disparati come ad esempio la moda o l’automotive.

Spazio alla ricerca dunque: in che direzione si sta andando?

Siamo in costante divenire e numerose sono le idee per sfruttare al meglio le sue qualità sempre esaminando ogni step, dal processo al prodotto.  Ne stiamo studiando, ad esempio, l’impiego per le scarpe, per il commute wear ed il workwear, ma contemporaneamente, stiamo mettendo l’accento sulla sostenibilità, attraverso mischie e tinture più naturali, e sull’innovazione con il digital print, ovvero la stampa sulla lana. Continuiamo a guardarci intorno per prendere nuovi spunti.

Altro binomio di successo è lana&formazione: quale è il legame tra i due e come si stempera?

In questo periodo la formazione sulla materia prima è sempre più importante. Per i futuri stilisti sviluppare una collezione richiede un lavoro complesso: dovendo creare capi prendendo in considerando l’economia circolare – 2 o tre cicli, capi ibridi e multifunzionali – è indispensabile conoscano appieno le caratteristiche dei filati. Non è un caso che negli ultimi 3/4 anni le scuole di moda abbiano implementato la loro didattica con workshop e lezioni sulla materia prima, includendo nel programma scolastico anche l’intero processo della fibra “dalla fattoria al capo finito”. The Woolmark Company lavora con gli istituti da 5 anni offrendo corsi e concorsi sia per le scuole secondarie, con il progetto “Wool4School”, che per le università coinvolte, invece, nel “Wool Performance Challenge”, uno sprone per gli studenti chiamati a pensare “out of the box”. Attenzione è riservata inoltre agli stilisti emergenti con il premio International Woolmark Prize.

Digitalizzazione al palo?

Certo che no: per assistere tutta la filiera, inclusi anche studenti e docenti, abbiamo sviluppato la piattaforma di e-learning www.woolmarklearningcentre.com che, oltre a webinar su tematiche specifiche, mette a disposizione gratuitamente corsi di formazione sia base, con un’introduzione al mondo della lana e alla maglieria, sia specializzati, tecnici e piĂą scientifici dedicati agli esperti del settore. Abbiamo anche iniziato a digitalizzare il nostro supporto per l’approvvigionamento con guide regionali  ora disponibili sul nostro sito web ed è in corso uno sviluppo entusiasmante con The Wool Lab.

La lana è anche elemento ispirazionale come conferma la partnership tra The Woolmark Company, Shima Seiki e Tollegno 1900 unite in un progetto di “ricerca”…

The Woolmark Company è sempre alla ricerca di innovazioni, nuove idee, tecnologie e abbinamenti di filati da proporre a brand e retailer. In occasione dell’ultima edizione di Pitti Filati, durante il quale la nostra azienda ha proposto nel proprio stand il “The Wool Lab Vision”, abbiamo incontrato Shima Seiki, leader nella produzione di macchine di maglieria, e il suo Direttore Creativo Vittorio Branchizio. Vittorio è rimasto subito entusiasta e ci ha proposto la collaborazione per una capsule collection: “Wool on the go Tailored Knit”. L’idea ci è piaciuta subito perché si sposa perfettamente con il nuovo trend del “commute wear “che The Woolmark Company sta promuovendo: sviluppare capi tradizionalmente classici come abiti e cappotti interpretandoli però in stile “urban” grazie al confort della maglieria.

Partner di questo progetto sono anche 3 aziende di primo piano del comparto filati: come le avete scelte?

Per il progetto abbiamo selezionato tre filature di eccellenza biellese, licenziatarie di The Woolmark Company ed ognuna con le proprie specialità. I tre outfit che compongono la capsule hanno infatti caratteristiche diverse: il primo necessitava di un filato in lana Merino super tecnica e quindi Tollegno 1900 con Harmony 4.0 era l’interlocutore giusto; il secondo aveva bisogno di filati in lana ultrafini, per cui è stato scelto Loro Piana; l’ultimo richiedeva lana fine come quella di Zegna Baruffa Lane Borgosesia.

Un esempio di come la creatività sia una chiave di volta nell’unire con successo anche interlocutori dello stesso settore bypassando il limite concorrenziale.  Nuovi progetti in corso con questo taglio?

Stiamo iniziando un nuovo progetto con Dhouse, Innovation Hub and The Woolmark Company: abbiamo pensato di sviluppare delle innovazioni altamente tecnologiche sulla lana Merino da presentare a Pitti Filati per le quali contiamo di nuovo sulla vostra collaborazione. Non possiamo ancora rivelare di piĂą..

Appuntamento ad una prossima intervista…

 

 

 

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