Nove i moduli che hanno guidato l’azienda verso una crescita consapevole e sostenibile. 250 ore di training teorico-pratici guidati da docenti esterni e da figure interne hanno permesso l’approfondimento di tematiche di rilievo.

La biodiversità applicata nel settore tessile biellese con testimonianze concrete in materia di gestione delle acque, dei rifiuti (ottimizzazione e recupero) e ricerca di fonti rinnovabili raccolte in aziende “mature” in termini di sensibilità sostenibile. Questo il fil rouge che ha animato il percorso di formazione  “Biodiversità e servizi ecosistemici nella filiera tessile” che ha visto capo fila Tollegno 1900. L’iniziativa di training in modalità coaching rientra nel più completo progetto di formazione sulla transizione green che, articolato in 9 moduli tematici per la durata complessiva di 250 ore,  ha visto la partecipazione di tutti i livelli aziendali sia in attività in aula, sia in sessioni di addestramento on stage. Proprio la possibilità di uscire dall’azienda confrontandosi con realtà del settore tessile e laniero del territorio dalla forte vocazione green, ha favorito il confronto tra i partecipanti chiamati a mettere in comune le proprie esperienzialità contaminandosi vicendevolmente. Ma non solo. L’iniziativa ha permesso alle aziende del territorio che vi hanno aderito – Vitale Barberis Canonico, Lane Cardate, Pettinatura di Verrone e Magnolab – di generare un circolo virtuoso nel nome di un comune sentire: migliorare il proprio operato nel rispetto dell’ambiente e delle persone. Ne è convinto anche Fabio Quaregna, Compliance Manager in Tollegno 1900 e ideatore e “regista” dell’intero progetto che ha potuto contare sul supporto di consulenti-docenti di riconosciuto valore professionale chiamati a condividere le loro expertises.

Fabio, come sono state selezionate le aziende da coinvolgere nel progetto? Prevedendo la sessione on stage la loro visita da parte di figure esterne ma dello stesso settore, hai trovato qualche difficoltà?

Ovviamente non tutte le aziende si sono prestate a consentire una visita da parte di esterni del loro settore, ma la maggior parte si è da subito dimostrata interessata e sensibile al progetto dando il via libera all’accoglienza nei propri spazi.  Le aziende che abbiamo identificato in prima battuta come possibili partner e successivamente contattate, sono state individuate in primis in base al loro posizionamento in ambito ESG, alla loro storia, alla loro cultura, alla visione del futuro subordinata agli aspetti di sostenibilità.

Ci sono elementi che accomunano le 4 che hanno detto “si” ed hanno aperto i loro cancelli?

Diversi per la verità ma i più rilevanti sono indubbiamente la loro storicità, il successo che hanno sul mercato, la visione comune, la capacità di affrontare i cambiamenti sfruttandone le opportunità, la sensibilità, la cultura d’impresa e non ultimo la capacità di sfidarsi per crescere consapevolmente. Tutti fattori che distinguono anche Tollegno 1900.

Le 250 ore in cui si è articolato il progetto sono state articolate in 9 moduli che hanno fatto fuoco su diversi contenuti in modo da creare un percorso completo tra aspetti teorici ed applicazioni pratiche…

Il desiderio era proprio quello e i riscontri raccolti mi lasciano intendere che gli obiettivi sono stati  raggiunti. Il progetto è stato strutturato in modo molto articolato ma ha avuto il merito di toccare diversi aspetti complici le diverse tematiche analizzate nei singoli moduli.

 

Quali i temi che sono stati analizzati?

Il primo modulo, che ho avuto il piacere di condurre insieme al valido collega Alessandro Pighini, è stato focalizzato su “La sostenibilità dei processi e dei prodotti in Tollegno 1900”. Abbiamo fatto fuoco, nello specifico, sulle normative per la sostenibilità dei processi – ISO 14001, 9001, 45001, ndr – sulle certificazioni di prodotto e sull’uso di prodotti e tecniche di lavorazione sostenibile. Il docente Stefano Cerruti di Robinson ci ha invece guidati nei moduli “SGI in Tollegno 1900” e “Procedure per la sostenibilità” . Raffaella Della Valle di Apprendimenti è stata invece il nostro faro nel corso del modulo “Biodiversità e servizi ecosistemici nella filiera tessile”, che ha visto il coinvolgimento anche di altre realtà del territorio.

Come è stata articolata questa sessione?

Nel corso di questo modulo, oltre ad una panoramica sui principi della biodiversità e sulla loro applicazione nel settore tessile, con particolare attenzione su come le pratiche quotidiane aziendali possono influenzare gli ecosistemi locali, sono stati approfonditi anche altri temi. Mi riferisco ad esempio alle strategie per il riciclo dei materiali, alla riduzione e al riutilizzo dei rifiuti di produzione, alle fonti di energia rinnovabile sino alle tecniche di produzione a basso impatto. Ma non ci siamo fermati qui..

I contenuti hanno riguardato anche altre tematiche di stretta attualità per chi vuole fare della sostenibilità un faro..

Proprio in questa ottica abbiamo pensato di mettere la lente anche sulla gestione delle risorse idriche, sulle strategie per la conservazione degli habitat, sulla purificazione dell’acqua, la fertilità del suolo e sul controllo del clima. Un approfondimento specifico è stato inoltre fatto sull’ integrazione dei servizi ecosistemi a vantaggio della filiera tessile per ridurre l’impatto ambientale e migliorare la sostenibilità a lungo termine. Ne sono poi scaturite delle best practices che dovrebbero scandire l’operatività di ciascuno.

Per favorire l’interazione con i partecipanti, sono state inserite anche delle sezioni di gaming…

Esattamente! Il quinto e il sesto modulo, focalizzati sul tema “Integrare la sostenibilità nei processi di lavoro” proprio attraverso il gaming ci hanno permesso di comprendere…giocando, come accogliere e integrare il valore della sostenibilità nei singoli processi di lavoro.

 Il settimo modulo, tenuto da Andrea Radaelli di Globalmind, è stato invece centrato su “Impronta carbonica e consumi energetici  in Tollegno 1900”. Di cosa si è parlato?

Abbiamo ragionato sulla Carbon Footprint capendo non solo cosa sia ma come concretamente “funzioni” tenendo conto dei diversi parametri da considerare per il suo calcolo, come procedere alla raccolta dei dati e quali strumenti usare al fine di arrivare a definire un concreto piano di miglioramento con le relative modalità di attuazione.

Simone Pleitavino, insider in Tollegno 1900, è stato invece il docente del modulo “Transizione Sostenibile dei processi di area produttiva”…

Simone è stato il capofila dell’ottavo modulo concentrato sulla gestione delle risorse idriche e conservazione degli habitat attraverso l’implementazione del sistema di riciclo dell’acqua e la valutazione di creare zone verdi intorno agli stabilimenti di produzione. Un focus specifico è stato dedicato al nostro depuratore.

 

La chiusura del percorso è stata centrata su una tematica attuale: “Digitalizzazione e analisi dei dati per la transizione green” …

Andrea Radaelli ha approfondito concetti baricentrici per lo sviluppo aziendale come la digitalizzazione, la dematerializzazione e la sostenibilità, i Kpi e gli indicatori per l’analisi e il monitoraggio di consumi e impatti, l’integrazione dei dati provenienti dai sistemi di monitoraggio e dei dati provenienti da soluzioni gestionali in uso. Non è mancato inoltre un affondo sull’importanza dei report di analisi a supporto dei processi decisionali. La chiusura è stata affidata ad una analisi di un modello di data governance.

Con questo percorso che obiettivi vi eravate dati?

Questo percorso è stato pensato proprio per portare in azienda la capacità di riconoscere i maggiori impatti ambientali del processo e della filiera produttiva tessile e, conseguentemente, individuare i propri percorsi di miglioramento, anche alla luce del best practices di settore.

Se dovessi fare un bilancio?

Estremamente positivo in primis perchè il confronto rappresenta sempre un aspetto di valore e mai un limite oltre che una occasione per crescere e migliorare. Un grazie sincero per la messa in opera dell’intero progetto va anche a Jessica e Cecilia di Robinson per il supporto amministrativo, all’Ing. Mauro Bedetti di Globalmind per l’analisi dei dati della carbon footprint e ai colleghi Patrizia ed Enrico per l’analisi dei bandi di Fondimpresa.

Ci sarà una “fase 2” di questo progetto?

Al momento non è in programma, ma è una modalità di lavoro che per avere successo e produrre risultati deve essere allenata ed alimentata. Voglio pensare che questa sia solo la prima di una lunga serie di iniziative di questo tipo.

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