E’ tra le aziende che hanno aderito al percorso formativo promosso da Tollegno 1900 “Biodiversità e servizi ecosistemici nella filiera tessile” dimostrando la propria sensibilità in materia di sostenibilità e l’expertise maturata nell’attivare azioni concrete per tutelare l’ambiente e migliorare l’operato delle proprie risorse: Pettinatura di Verrone, oltre ad essere una delle tappe dell’iter di training on stage, rappresenta una delle eccellenze del territorio biellese dalla riconosciuta storicità. Nata nel 1960 come impianto dedicato alla prima trasformazione delle lane, la Pettinatura, nel corso degli anni si è specializza nelle lane superfini e, negli anni ’90, ha ampliato la lavorazione al cashmere e ad altre fibre pregiate come vicuña, mohair, alpaca e guanaco. Acquisita nel 1989 dal Gruppo Schneider, che affianca produzione e trading, nel 2012 ha visto l’ingresso nella propria compagine azionaria di tre colossi del Made in Italy — Loro Piana, Marzotto ed Ermenegildo Zegna — con l’obiettivo di valorizzare e preservare le competenze del distretto biellese. Nel 2025, infine, è protagonista di un ulteriore passaggio strategico di rilievo che vede l’acquisizione da parte del Gruppo Modiano delle attività laniere del Gruppo Schneider — inclusa la quota di maggioranza della Pettinatura di Verrone — che determina il consolidamento di un polo europeo di primo piano nella lavorazione della lana. “La disponibilità da parte della Pettinatura Di Verrone ad ospitare il gruppo di lavoro che ha partecipato alla nostra iniziativa – spiega Fabio Quaregna, Compliance Manager di Filatura di Tollegno 1900 – oltre ad essere un atto di disponibilità ha rappresentato un importante momento di condivisione. Attraverso la visita dell’azienda abbiamo potuto identificare elementi di forte comunanza con la Filatura di Tollegno 1900, a partire dalla visione sostenibile”. A confermarlo è Michela Toppan, Quality Assurance & Sustainability Coordinator in Pettinatura di Verrone. “ Per la Pettinatura di Verrone – spiega – la sostenibilità è un impegno morale e strategico che riguarda ambiente, persone e filiera. Ciò significa gestire ogni fase del lavoro con coerenza, intelligenza operativa e rispetto delle risorse, evitando sprechi e massimizzando il valore di ciò che la natura ci offre. Non è solo una scelta ambientale, ma un approccio gestionale che guida ogni decisione e ogni investimento. Una sostenibilità logica”.
Dott.ssa Toppan, operativamente come si traduce questa visione?
Attraverso una serie di azioni concrete che spaziano dall’implementazione di un Sistema di Gestione Integrato per le tematiche ambientali e di sicurezza alla depurazione interna delle acque di lavaggio, dalla estrazione del grasso di lana destinato ai settori cosmetico e farmaceutico al riutilizzo dei fanghi depurati in agricoltura.
Anche l’efficientamento energetico rappresenta un fattore non secondario in questa visione sistemica…
E’ indubbio. Per questo in Pettinatura di Verrone possiamo contare su un impianto di cogenerazione che produce elettricità e calore riducendo consumi ed emissioni. Abbiamo anche in progetto entro la fine del 2026 l’installazione di un impianto fotovoltaico.
Nella vostra “strategia sostenibile” rientra anche la riduzione degli
sprechi e la gestione responsabile delle fibre.
Siamo consapevoli che lavorare con materiali rari e preziosi richiede di trattarli con attenzione attivandosi per minimizzare gli sprechi.
Un impegno continuativo che andrà di pari passo con altre iniziative in ottica sostenibile nel medio-lungo periodo?
Sulla base delle azioni già in corso, gli sviluppi naturali potrebbero includere un Ulteriore potenziamento sia dell’efficienza energetica, con investimenti su tecnologie a minor impatto, sia dei sistemi di depurazione e recupero continuo di sottoprodotti. In questa panoramica possono inoltre rientrare percorsi di riduzione progressiva delle emissioni.
Il vostro approccio alla sostenibilità è stato raccontato ai partecipanti a “Biodiversità e servizi ecosistemici nella filiera tessile”: un suo bilancio dell’iniziativa?
La sostenibilità ambientale, la tutela della biodiversità e la riduzione dell’impatto degli ecosistemi sono oggi temi centrali e riconosciuti anche dalle istituzioni.
La nostra partecipazione ha rappresentato un’occasione per diffondere ad altri attori della supply chain, la consapevolezza dell’impatto della prima trasformazione delle fibre sugli ecosistemi. L’iniziativa ha favorito il confronto con altri attori della filiera, contribuendo a rafforzare il percorso verso una gestione più responsabile lungo l’intera supply chain.