26/04/2024
Stile e Tendenze, T Talk
Dall’intreccio d’arte di salici nascono opere uniche che, oltre a dare un tocco di originalità all’interior design trovano la loro naturale collocazione…nella natura

Non poteva che chiamarsi “Salix” il progetto nato nel 2000 dalla passione di Anna Patrucco per l’universo dei salici. Un amore a prima vista frutto di un incontro occasionale, ma carico di emozione. A raccontarlo è la stessa creativa dell’intreccio che, in occasione di Pitti Filati 94, con alcune delle sue realizzazioni, ha saputo interpretare lo spirito “nature” di Tollegno 1900.  Marchio a cui si sente accomunata per “l’attenta ricerca della qualità dei materiali e la sensibilità per la natura”. Da questa contaminazione prendono vita opere uniche che molto raccontano dello spirito della loro ideatrice, biellese per origine, ma cosmopolita per visione.

Le sue realizzazioni nascono dalla maestria tutta artigianale dell’intreccio d’arte. Come è nata questa passione?

Diciamo la verità: prima della passione per l’intreccio è nata quella per i salici, maturata durante una “avventura” in Inghilterra quasi 25 anni fa. Proprio in quella occasione ho incontrato un campo di salici. Una folgorazione o forse un vero colpo di fulmine da cui è scaturita, subito dopo, l’esigenza inizialmente di coltivarli e, successivamente, il desiderio di utilizzarne i rami per l’intreccio. Una tecnica quest’ultima che mi ha permesso di creare strutture e complementi d’arredo adatti ai giardini di grande suggestione. Partendo da queste premesse ha preso gradualmente forma Salix, un piccolo centro dove coltivo e sperimento il salice come materiale da intreccio.

Salice che diviene materia prima per realizzare opera sospese tra arte e design. Cosa l’ha portata ad utilizzarlo come interprete principale della sua creatività?

Una sua caratteristica intrinseca che lo rende il materiale da intreccio per eccellenza: la flessibilità. Ogni lavoro comincia con la scelta dei rami, perché uno non vale l’altro. Mentre quelli sottili e regolari sono infatti perfetti per dare vita ad intrecci fitti, quelli più grossi e ramificati, invece, si prestano perfettamente a realizzare intrecci “liberi” (random). Le loro diverse colorazioni permettono infine di creare mélanges di tinte naturali come se si trattasse di tessuti.

Proprio il gioco di cromie e le loro diverse “consistenze” si prestano a molteplici realizzazioni. Quali sono i prodotti in cui l’intreccio di salici trova la sua migliore espressione?

La passione dei clienti così come la collaborazione stretta con architetti paesaggisti hanno portato la produzione di Salix a crescere e a diversificarsi negli anni: oggi le mie realizzazioni spaziano dai complementi d’arredo alle strutture più funzionali come, ad esempio, i pannelli e i cordoli.

Degli unicum per stile ed artigianalità. Tra tutte le sue realizzazioni ce ne è una di cui va particolarmente fiera?

Ogni progetto è per me motivo sempre di grande soddisfazione. Tra i vari lavori, dovendo scegliere, opto per la realizzazione di una cappella in salice vivo con tanto di navate. Vederla prendere forma ha rappresentato una sfida, ma soprattutto una bellissima esperienza. Così come ricordo con piacere ed orgoglio la collaborazione stretta con Cassina per un divano disegnato da Philippe Starck.

Nonostante i progetti a cui ha già dato forma siano davvero vari e molteplici, ce ne è uno con cui non si è ancora sperimentata e con cui le piacerebbe confrontarsi?

Non ho un desiderio particolare, ma solo perché le idee sono sempre tante! Spesso si tratta di vere e proprie suggestioni che nascono e prendono forma semplicemente osservando la natura che mi circonda. L’ispirazione sta tutta li….

 

 

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