24/07/2023
Filati, Stile e Tendenze
Knitting the future. Artigianalità e nuove tecnologie per una collaborazione sinergica nel sistema moda sviluppato insieme a D-house e presentato a Pitti Filati 93, ha aperto il mondo della maglieria a nuove visioni. Ora, il creativo, autore di un brevetto ad alto tasso di tecnologia, guarda al futuro puntando su nuove collaborazioni

A Pitti Immagine Filati 93 ha presentato per D-House laboratorio urbano una performance capace di mixare tecnologia e creatività, artigianalità e innovazione utilizzando anche filati della Filatura di Tollegno 1900: Matteo Thiela, artista poliedrico di nascita milanese ma torinese di adozione, ha dato forma alle proprie visioni con abiti dal design unico realizzati attraverso un metodo di produzione da lui brevettato. Da questa sperimentazione ha preso forma “Knitting the future”, nuova frontiera per il mondo della maglieria. A raccontare il progetto è lo stesso Thiela, classe 1972, e dalla solida esperienza nel mondo della moda come confermato da alcune delle sue collaborazioni più significative: tra il 1993 e il 1995 vive in Germania collabora con William Forsythe e il Frankfurt Ballet; tra il 1993 e il 1998 Carla Sozzani lo nomina responsabile della collezione NN e progetta OZEN (progetto sartoriale mondiale), nel 1999 approda in Loro Piana, GBR e Ter e Bantine e, nello stesso anno, progetta, presenta e vendere TOY, collezione composta da abiti e maglieria utilizzando filati di vetro. Il suo percorso prosegue nel 2000 come consulente per la collezione pellicce di Carlo Tivioli e per quella maglieria di Stefano Mortari. La svolta inizia però nel 2001 quando il creativo disegna la prima collezione di abbigliamento femminile che porta il suo nome (Matteo Thiela) cui seguirà nel 2003 la creazione del suo primo profumo conseguente alla vittoria del progetto dedicato alle fragranze “Limoni”. Da li si sono inanellati una serie di iniziative di valore, culminate nella partnership con Krizia (2006/2008), Agnona, per cui disegna due collezioni di borse a mano e Mattioli (collezione di gioielli in edizione limitata).

Il vero “sliding doors” è rappresentato però dalla presentazione nel 2014 di Bombyx, metodica che consente di dar forma ad abiti unici.

Matteo, in che cosa consiste questo metodo?

Il mio metodo, che affino ed evolvo da quasi 10 anni, è qualcosa di molto semplice che stravolge però l’antichissimo metodo sartoriale. Creo reti che diventano abiti usando, come strumenti, spilli, pennelli e fili che faccio scorrere tra le dita.

L’artigianalità del suo brevetto si può trasformare però anche in produzione seriale online, su misura, di abiti femminili e accessori. Quali sono i passaggi necessari a questo sviluppo?

Gli step per darvi forma prevedono, in primis, la creazione di un software/app per devices funzionale a scannerizzare le misure del corpo, se si volesse disegnare un vestito, della testa se la realizzazione fosse un cappello o dei piedi per le calzature. Attraverso l’Applicazione vengono scelti i colori, i materiali e le forme del capo desiderato che può anche essere personalizzato. La procedura, a seguire, prevede la definizione di un hardware\spazio attrezzato per la produzione dei capi con, alle pareti, delle braccia robotiche che ricoprono di fili il modello scelto del cliente.  Il mio brevetto offre inoltre la possibilità di seguire in streaming online il processo di lavorazione del proprio ordine.

Come vengono presentate queste realizzazioni?

La comunicazione avviene tramite eventi e temporary store in luoghi strategici delle città.

Quale il plus di Bombyx?

Gli investimenti tecnologici richiesti abbattono i costi e i tempi di realizzazione permettendo di ottenere un sogno su misura in tempi brevissimi a un prezzo irrisorio.

Come di colloca D-House laboratorio urbano in questa sua progettualità?

La collaborazione con D-house nasce dalla possibilità di rendere robotico il mio brevetto  con l’obiettivo di poter produrre abiti, tessuti o accessori realizzati in 3d con filati di ogni tipo. Ne ha dato riprova la mia performance a Pitti Filati dove ho sviluppato 2 abiti con il mio tornio e filati misti su una base realizzata insieme a D-house di tulle con gocce metallizzate stampate in 3d. Credo che mischiare tecnologia e arte sia una strada di grande ispirazione.

Il mondo del tessile rappresenta una fucina creativa: sta lavorando ad altri progetti per il comparto?

Mi piacerebbe moltissimo creare filati e tessuti per offrire al mercato prodotti finalmente innovativi e emozionanti. Ora i miei vestiti sono fatti tutti a mano ma, in futuro, immagino che ci siano robot che producano velocemente vestiti.

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