01/04/2022
Filati, T Network
Dalla fusione delle competenze delle diverse aziende della filiera filati possono nascere progetti funzionali alla crescita di ognuna. Una visione che Shima Seiki Italia ha fatto giĂ  sua come racconta Davide Barbieri, Sales Director.

Mettere in comune, condividere, unire, valorizzando il valore del singolo per raggiungere un obiettivo comune: partendo da questa visione Tollegno 1900 e Shima Seiki Italia continuano ad intrecciare progetti tesi a favorire la loro crescita. Un rapporto di lungo corso quello tra le due aziende che, in occasione di Milano Unica, hanno presentato una nuova iniziativa che le ha viste al fianco di The Woolmark Company nel dare forma alla capsule collection “Protection Wear”. Dalla triangolazione tra le tre realtà del comparto filati hanno così preso forma 4 outfit che mettono in luce l’estrema versatilità della lana Merino nel realizzare capi performanti adatti ad un look moderno ed urbano. “Questo progetto – spiega Davide Barieri, Sales Director di Shima Seiki Italia – è solo l’ultima di una serie di iniziative che negli anni sono state sviluppate con Tollegno 1900, con cui abbiamo una grande affinità nel modo di operare e negli obiettivi da raggiungere. Unendo le reciproche competenze siamo sempre riusciti a dare forma a delle realizzazioni di valore.

Aveva ragione Dumas, l’”unione fa la forza”?

Sono profondamente convinto che, per essere competitivi e per rispondere in maniera performante alle richieste di un mercato sempre più fluido, si debbano sia unire le forze, così da abbattere il più possibile il fattore costi, sia investire nelle nuove generazioni, formandole in modo da internalizzare la maggior parte delle attività.

Il futuro parla dunque la lingua della collaborazione per Shima Seiki che, per il 2022, ha investito in molteplici direzioni. Quali le iniziative e i progetti in calendario?

Abbiamo deciso di muoverci su più piani, che riescono però a contaminarsi divenendo volano l’uno per l’altro. Quest’anno abbiamo soprattutto puntato sulla formazione interna di nuove leve dai diversi talenti: dai programmatori ai meccanici, dalle modelliste ai venditori vogliamo “rifondare” l’azienda con nuova linfa, che ha sempre il merito di portare entusiasmo e propositività. Parallelamente però vogliamo anche aprire lo sguardo a nuovi ambiti in cui il connubio tech-textile può esprimersi al meglio: penso ad esempio al comparto dell’arredamento o allo sviluppo di prodotti dal piglio più tecnico. Ma il progetto più ambizioso consiste nel favorire una interazione più stretta e valoriale tra noi ed i nostri clienti, attraverso anche dei viaggi in Giappone dove portare la forza del nostro “made in Italy”. Contemporaneamente stiamo però lavorando anche per mettere in connessione i clienti tra di loro, divenendo così dei facilitatori per aiutarli a sviluppare nuove progettualità.

Collaborazione e condivisione sono dunque le linee guida per il 2022, visibili giĂ  dalla vostra partecipazione a Pitti Filati..

Esattamente così: alla fiera di Firenze ci siamo volutamente presentati con uno stand collettivo, in cui hanno trovato spazio tutta una serie di interpreti del nostro mondo: Università, filature, designer, maglifici, confezionatori, tutti uniti per parlare dello stesso prodotto ciascuno con le proprie conoscenze. Un ruolo non secondario lo hanno rivestito anche i nostri giovani talenti.

Talenti che si trovano a confrontarsi con una situazione di mercato complessa perché in piena fase di ripresa dopo anni molto difficili. Come è cambiata la situazione dal 2019 a oggi?

Nel 2019 già si cominciava a respirare aria di crisi che nel 2020, complice la pandemia, è esplosa lasciando sul campo molto vittime e costringendo le aziende, per reggere ad un impatto inatteso, a ridisegnare i propri modelli di business e talvolta anche i loro settori di produzione. Il 2021 abbiamo assistito ad un rimbalzo senza precedenti: lo stop dell’anno precedente ha generato una accelerazione considerevole che ha portato a risultati da record.

Cosa dobbiamo aspettarci dal 2022?

L’aumento dei costi delle materie prime, delle fonti di energia, dei trasporti la dice lunga. Il fiume in piena del 2021 si trova a dover fare i conti con una serie di “imbuti” che porteranno ad un fisiologico ridimensionamento del suo flusso. Oggi non solo dobbiamo necessariamente giocare in difesa per mantenere il risultato, ma dobbiamo anche imparare a dare priorità: l’aumento esponenziale della richiesta ma la scarsità di prodotto porteranno a centellinare e valutare con attenzione ordini e clientela.

Come procede il progetto Yarnbank?

A gennaio 2021 si contavano 38 fornitori registrati e utenti registrati da 75 paesi. A distanza di un anno i numeri sono quasi raddoppiati! Un risultato che ci entusiasma e che sottolinea come il mercato si sta sempre maggiormente orientando verso soluzioni digitali. L’esempio di successo fornito da grandi aziende di altri settori, che fanno della digitalizzazione ormai un acquisito, rappresenta sicuramente una cassa di risonanza di rilievo nel rendere sempre più comuni termini come Metaverso, 3D, Realtà aumentata, sdoganandoli anche nel comparto moda. Risultato? Il mercato fashion, che vanta le sue radici nella tradizione dell’artigianalità, sta iniziando a sperimentare nuovi approcci alla sperimentazione ed alla campionatura.

Che Yarnbank abbia un peso specifico di rilievo lo testimoniano anche alcuni progetti recenti..

E’ vero, pensiamo ad esempio al progetto Pitti Studios per cui Yarnbank ha rappresentato il primo gradino, indispensabile, per realizzare una sfilata virtuale.

Proiettiamoci ora nel futuro di breve periodo ed immaginiamo il 2023..

Dovremo rimboccarci le maniche potendo però contare su tutta l’esperienza degli ultimi anni che ci ha insegnato a ripensarci, aprendoci a nuove opportunità.  Ma soprattutto ci ha fatto comprendere che da soli non si possono raggiungere grandi risultati. E’ solo aiutandosi l’un l’altro, ciascuno per la propria specificità, che possiamo pensare di accontentare il cliente, traghettandoci fuori da questo anno e panificando il prossimo.

 

 

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